Un ricordo

 










di Massimiliano Difilippo


LA PERLA

Disse un’ostrica a una vicina: “Ho veramente un gran dolore dentro di me. E’ un qualcosa di pesante e di tondo, e sono stremata”.
Rispose l’altra con borioso compiacimento: “Sia lode ai cieli e al mare, io non ho dolori in me. Sto bene e sono sana sia dentro che fuori”.
Passava in quel momento un granchio e udì le due ostriche, e disse a quella che stava bene ed era sana sia dentro che fuori: “Sì, tu stai bene e sei sana; ma il dolore che la tua vicina porta dentro di sé è una perla di straordinaria bellezza”.

Nel 2000, grazie alla volontà di Antonia e della dott. Loy, sono nati gli incontri annuali tra i trapiantati.
Nel 2003 è nata l’Unione Trapiantati Polmone di Padova, che raccoglie nel suo seno tutti i trapiantati.
Dal 2000 al 2006 Antonia si è occupata dell’organizzazione di questi incontri con passione e determinazione.
Alla fine dell’incontro del 2006 mi disse che si sarebbe presa un anno di riposo per poter curare il suo polmone che già da un po’ di tempo gli dava fastidi e preoccupazioni.
Dal 2007, grazie all’aiuto della dott. Loy, dell’infermiera Arianna, di Valter Alizzi e di Francesca Panziera, ho continuato la Sua opera,
Parlando con vari trapiantati siamo arrivati alla conclusione che questo nostro gruppo doveva diventare un’Associazione, come Lei aveva pensato già dal 2003.
Sull’onda del suo pensiero, il 2 maggio 2008 è nata l’Associazione “Unione Trapiantati Polmone di Padova”, che il 22 maggio è diventata una ONLUS, con protocollo n° 24545 della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate del Veneto, Settore Accertamento, Ufficio Controlli Fiscali.

Senza il Tuo esempio e senza la Tua ferrea volontà, che ci hai insegnato, non avremo fatto nulla.
Grazie, Antonia, per avercelo, e avermelo, insegnato.

 

Antonia Biasiolo in Grassivaro 1 – 3 – 1950 8 – 2 – 2008


E’ la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dalla Tua mente e perché dovrei
essere fuori dalla Tua vita?
Ti sto aspettando, solo per un attimo in un posto qui vicino,
proprio dietro l’angolo ….
Va tutto bene … sono con Dio!

Da: Tutto è bene di Scott Holland


Rimarrai per sempre nei nostri ricordi e nel nostro cuore.

Ciao Antonia, che Dio ti accompagni (mandi)

Max


S. Vito, 11 febbraio 2008

CIAO, ANTONIA...
Proprio oggi si celebrano due ricorrenze: la Giornata Mondiale del Malato e i 150 anni dalla Prima Apparizione di Lourdes, ed è impossibile non collegarle al funerale cui stiamo partecipando, perche sia la malattia, sia la preghiera, hanno così profondamente accompagnato la vita di Antonia.
L 'ultima volta che lei è entrata qui è stato 1'11 novembre, per la riapertura della chiesa dopo il restauro. Era felice del risultato, si era soffermata a guardare nei dettagli, nonostante fosse travagliata e appesantita dalla bomboletta dell'ossigeno che da mesi portava sempre con se.
Giunta sotto l'altare della Madonna aveva alzato gli occhi verso di lei dicendo: "lo non chiedo di vivere o di morire, mi affido alla volontà di Dio. Chiedo solo che si decida presto".
Perché era consapevole della gravità del suo stato, in sofferta attesa del nuovo intervento così carico di incognite. E se il primo trapianto l'aveva affrontato anche per se stessa, speranzosa di poter vivere giorni migliori, il secondo l'aveva accettato quasi unicamente per gli altri.
Per amore della sua famiglia, prima di tutto. Per non lasciare nulla d'intentato, nulla che dipendesse da lei. Diceva: "Sergio non vuole lasciarmi morire, non posso tradirlo".
E sebbene giorno dopo giorno fosse sempre più provata, ha continuato ad amare la vita, a gioire per una nascita, una laurea, un matrimonio, una rosa che sbocciava profumata dal roseto di suo papà, una crostata ben riuscita... Ha continuato a rimanere aperta e disponibile non solo nei confronti della sua famiglia, ma anche degli amici, della parrocchia, delle persone che sapeva in difficoltà, di chiunque avesse bisogno di un sorriso, di un incoraggiamento, un consiglio.
Ha continuato a lottare, reclamando il diritto a vivere la sua malattia da protagonista, con dignità.
Si dispiaceva per i medici, per chi l'accudiva, per i suo i familiari, perché, diceva, si sarebbero meritati di veder ripagati i loro sforzi nei suoi confronti e invece le pareva di deluderli.
Ha continuato anche a nutrire una sana, indomita ribellione contro la sofferenza, ma non si sottraeva ad essa e la offriva in cambio di quella altrui.
Era determinata a battersi per vivere, ma era pronta anche a morire.
Perciò si stava, e ci stava, preparando al distacco, dosando, amorevolmente per non recare sgomento. Rivelare i suoi ultimi desideri era un gesto di tenerezza verso i suoi cari, per non lasciarli sguarniti e confusi nel momento cruciale. Ma era anche il suo tipico modo coraggioso di gestire e decidere in prima persona ciò che la riguardava, compresa la sepoltura. In terra, perche le pareva più consono alla sua realtà di umile creatura, e perché così le sembrava di non morire del tutto, rimanendo per così dire immersa nel grande flusso della vita, attraverso l'avvicendarsi delle stagioni, del sole, della pioggia, lo sbocciare dei fiori...
Aveva suggerito perfino l'abito che voleva indossare. Scelto con cura per un matrimonio, le stava molto bene, e la rassicurava l'idea di essere gradevole e adeguata per il suo ultimo viaggio.
Non aveva trascurato un importante dettaglio: prima dell'intervento mi aveva consegnato una corona, rotta, cui era molto affezionata, dicendomi seria ma serena: "Falla aggiustare, se vivo diremo ancora il rosario insieme, se no me la metterete tra le mani per il mio funerale"...

Cara Antonia, hai deciso e scelto bene la fotografia per la tua epigrafe. Dicevi che ti piaceva la tua espressione, che ti piaceva quel velo bianco un po' come da sposa, un po' come un'ala per volare.
Davvero è così. Eri un'anima grande, rinchiusa in un corpo che era diventato la tua prigione.
Adesso sei volata via, col tuo velo da sposa, la tua ala potente, finalmente libera di respirare.
A tutti i tuoi cari, un grazie sincero per averci testimoniato che l'amore supera ogni ostacolo. A Sergio in particolare, perche ci ha insegnato il significato delle parole evangeliche: "Guardate quelli come si amano"... ,
Siamo certi che tu continuerai ad amarli dal Cielo come li hai amati qui sulla terra.

Ciao, Antonia, grazie per tutto quello che sei stata per noi. E arrivederci.