Tecniche

La diffusione dell’intervento di prelievo multiorgano ha consentito da un lato un’ottimizzazione dell’utilizzo di una risorsa preziosa quale quella degli organi donati per trapianto, dall’altro una sensibilizzazione alle problematiche specifiche legate alla preservazione dei diversi organi. Nel caso del trapianto polmonare l’uso di entrambi i polmoni di un singolo donatore per effettuare due trapianti di polmoni singoli in due riceventi diversi, ha aumentato la possibilità di soddisfare le richieste dei pazienti in lista di attesa.
Nel corso degli anni la tecnica di prelievo dei polmoni da donatore cadavere è stata standardizzata. Una volta che un set di polmoni da donatore multiorgano viene giudicato idoneo per la donazione e i polmoni stessi sono stati assegnati a uno o due specifici riceventi si attiva la procedura di organizzazione dell’espianto che ha come suo nodo centrale il complesso processo di coordinamento tra team chirurgici spesso provenienti da ospedali diversi.
Dopo l’arrivo all’ospedale del donatore, è importante per il team che eseguirà l’estrazione dei polmoni ricontrollare tutte le informazioni cliniche sul donatore precedentemente apprese, valutare gli esami emogasanalitici più recenti e visionare gli studi radiologici del torace disponibili.
La procedura di prelievo dei polmoni ha inizio con l’effettuazione in sala operatoria di una broncoscopia con broncoscopio flessibile a fibre ottiche. Gli scopi che il chirurgo toracico responsabile del prelievo dei polmoni si prefigge di raggiungere con la broncoscopia sono molteplici: identificazione di segni di flogosi delle vie aeree, riconoscimento di eventuali processi di aspirazione, ottenimento di campioni di secrezioni bronchiali per analisi batteriologica.
L’intervento chirurgico di prelievo multiorgano ha inizio con un incisione mediana estesa dal giugulo alla sinfisi pubica. Dopo la divisione longitudinale dello sterno il chirurgo responsabile del prelievo dei polmoni procede di concerto con il chirurgo responsabile del prelievo del cuore alla visualizzazione ed ispezione del mediastino. Entrambe le cavità pleuriche vengono esplorate e i polmoni vengono esaminati accuratamente per la presenza di contusioni polmonari, aree di atelettasia o consolidamento. La presenza e natura di eventuali versamenti pleurici vengono identificati e valutati nel contesto delle
informazioni cliniche. Vengono quindi divisi bilateralmente i legamenti polmonari inferiori. Si procede quindi alla dissezione dei grossi vasi separando l’arteria polmonare dall’aorta.
Nel momento in cui tutti i chirurghi coinvolti nell’intervento di prelievo multiorgano sono pronti il donatore viene eparinizzato (300 U/kg). Il chirurgo toracico procede quindi ad inserire una sutura a borsa di tabacco di polipropilene nella parete anteriore del tronco comune dell’arteria polmonare attraverso cui viene inserita nell’arteria polmonare una cannula da utilizzare per l’infusione del liquido di preservazione dei polmoni da espiantare, la pulmoplegia.

 

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