La
funzione polmonare declina progressivamente durante un episodio
di rigetto acuto ma la disfunzione è frequentemente
reversibile.
Per i casi di trapianto singolo, l’utilità diagnostica
della spirometria può essere alterata a causa degli
effetti del polmone nativo sui volumi espirati, infatti, nel
caso di pazienti con patologie restrittive del polmone nativo,
durante il rigetto acuto si riduce significativamente
solo il CV, mentre nei pazienti con malattie ostruttive o
vascolari del polmone nativo si evidenzia una riduzione anche
del FEV1.
Sebbene ovviamente non specifiche, alterazioni radiografiche
sono abbastanza comuni durante il rigetto acuto e comprendono
alterazioni peri-ilari definite, opacità dei lobi inferiori,
linee settali ed effusioni pleuriche.
La sensibilità di quest’indagine si riduce con
il tempo fino al punto che entro il primo mese dall’intervento
la radiografia del torace risulta frequentemente normale in
presenza di alterazioni istologiche tipiche del rigetto.
I fattori che predispongono i pazienti ad un aumentato rischio
di rigetto sono sconosciuti.
Studi ed esperimenti mostrano che polmoni non perfettamente
conservati probabilmente sono destinati a subire maggiormente
gli effetti del rigetto.
Eventuali infezioni possono anche predisporre a successivi
rigetti, infatti, seri episodi di rigetto chiudono molti quadri
di infezioni batteriche o virali.
Il rigetto cronico si verifica dopo vari mesi o anni dal trapianto
ed è caratterizzato da ostruzione delle vie aeree spesso
notevolmente disabilitanti.
Le indagini istologiche dimostrano la presenza di lesioni
e manifestazioni fibrotiche sulla parete delle piccole vie
aeree.
Il rigetto cronico è la maggiore causa di deficit polmonare
tardivo seguente il trapianto polmonare.
Figura 6.Rigetto acuto successivo a trapianto di polmone destro
per enfisema.
Ispessimento dei setti interlobulari, opacità a vetro
smerigliato e aree di
consolidamento irregolare.
Figura 5 .Rigetto acuto successivo a trapianto di
polmone destro per enfisema.
Ispessimento dei setti interlobulari, opacità a vetro
smerigliato e aree di consolidamento irregolare.
